Pyt

Talvolta mi sento possedut* da qualcosa di esterno, mi sento tirare..⁣
Distrazione, urla, sensi di colpa, scherni, pregiudizi.. E’ come vivere una lapidazione di pensieri che lentamente mi sotterrano nella sabbia, mi censurano in una bolla.. sino ad abituarmi ad essa, e terrorizzarmi a guardarne l’esterno.⁣
Ma oggi, taglio le fila.⁣
Lascio spazio al vuoto, al respiro.. e capto il segnale del cuore.⁣
Con il suo mantrico battito, osservo in me la parte che si identifica con il rumore.⁣
I granelli di sabbia che mi toglievano il respiro, si trasmutano in microscopici semi colmi di nutrimento.⁣
Un benessere estatico e talmente potente da averne timore mi avvolge il corpo e lo spirito, come la freschezza dolce e misteriosa di una foresta stellata dalla notte. ⁣
Eccomi, sei qui, sono qui… nel silenzio della musica.⁣

Pyt - Francesca

Francesca

Per un istante mi perdo⁣
nella norma innaturale,⁣
nell’inerzia grigia,⁣
nei baratri dove la mente è manipolata, e che sopprime l’istinto selvaggio.⁣
Rimango sospesa ed annullata nella percezione di ciò che sono, e di ciò che sono parte.⁣
Il cuore è terrorizzato, le gambe non reggono il mio peso, una forza invisibile mi trascina in un abisso sordo.⁣
Osservo le mie mani, tremanti, ed un grido mi esplode nel petto, rimanendo senza fiato.⁣
Un nuovo respiro, a pieni polmoni, mi porta con forza quasi ingestibile ad un bivio.. posso urlare nuovamente, per chissà quante, infinite volte, permettendo così al corpo di non implodere, oppure.. ⁣
Scelgo di spiccare il volo, strappandomi dalle sabbie mobili, osservando dall’alto ciò che effettivamente accade. ⁣
Da lassù, il tremore cieco lascia spazio ad una vista inebriata d’incanto nell’osservare il panorama così ampio, senza limiti.⁣
Scorgo meravigliata anche la mia gabbia, con la chiave che ho sempre avuto tra le mani.⁣
Un sorriso mi riporta a terra, dolcemente.⁣
E qualcosa, istantaneamente, è cambiato: la quantità di colori che ora riesco a percepire.⁣
È sempre stato così, quindi? ⁣
Quante altre cose non percepisco ancora perché non sono ancora osservabili dalla mia sfera cosciente?⁣
Chiudo gli occhi, respiro profondamente.⁣
E ripenso a quante volte ciò che pensavo fosse la fine, si è rivelato un nuovo, splendido inizio.⁣

Pyt - Paolo

Paolo

È capitato spesso nella mia vita, ma in questi istanti è come se ne perdessi memoria.⁣⁣
Vorrei innalzarmi ad una manciata di chilometri dal suolo, per poter osservare gli avvenimenti come dipinti su di una tela, concedendo loro il respiro e lo spazio necessari affinché si possano mostrare, completamente.⁣⁣
Ma da quaggiù, la mia fantasia zoppica, nebbia fitta le sbarra lo sguardo, la paura ne circoscrive i movimenti. Mentre la mia presunzione, seduta comoda su cuscini soffici, reclama costantemente spazio. Potrei scrivere l’evolversi, il rotolare degli eventi successivi, ma indubbiamente ne risulterebbe una storia priva di fascino, una serie di pagine sconclusionate e prolisse.⁣⁣
Più saggio accantonare la presunzione, lasciare in sospeso i giudizi, e non commettere l’errore di perdermi nel mare immenso di una goccia d’acqua.⁣⁣

Pyt

Pyt è una parola danese “magica” che aiuta “a lasciare andare tutto ciò che non si può cambiare e controllare”. Forse si potrebbe tradurre con “non preoccuparti”, “vai oltre”, “dimenticatene”, ma sarebbe riduttivo, perché tutte e tre queste accezioni non trasmettono l’anima positiva e gioioso della parola. Pyt è quando ti accorgi che una situazione è fuori dal tuo raggio di controllo e invece di esserne infastidito o frustrato, decidi di non sprecare energie inutili a pensarci troppo. Pyt è quando lo accetti e vai avanti con il sorriso.

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