Komorebi

I raggi del sole passano attraverso i rami degli alberi,
proiettando ombre colme di luce.
Forse è davvero tutto qui.
Tutti i “se”, i “perché”, si incantano dinanzi alla danza nell’equilibrio degli opposti, così indispensabili l’uno all’altro poiché sono la manifestazione scissa di una cosa sola.

Tutte le parti di me che sembrano così incongruenti, poco chiare.. si fondono con ciò che di me ho compreso, formando fertili ombre di luce che permettono alle gemme di formarsi.
Ciò che sono è una misteriosa sorpresa, accudita dall’abbraccio del Sentire che è qui, proprio qui, e proprio adesso, la strada che voglio percorrere… la strada che si forma sotto ogni mio passo verso la chiamata alla Gioia di sbocciare.
Inizio a ricordarmi di nuovo della semplicità dalla quale mi sono allontanat* da tantissimo tempo.
Mi osservo… e sì, è davvero così semplice, e così bloccato allo stesso tempo.
Allora lentamente imparo, e ritorno, a concedermi la semplicità spontanea e naturale dell’ascolto.
Parto da qui, nutrendo le radici, lasciando indietreggiare senza fretta le aspettative e i giudizi… lasciandomi avvolgere della meraviglia ancestrale di ciò che non posso assolutamente misurare, né immaginare.

Komorebi - Francesca

Francesca

Scopro quale albero sono, ed avviene la fioritura.⁣
Le gemme accudite dall’inverno sono segrete, misteriose, ed ogni albero è avvolto nella sua maestosa unicità.⁣
Un abete non fa crescere mele, come un melo non è sempreverde.⁣

Ho sempre pensato di dover scegliere dall’esterno che frutti dare al mondo, poichè le possibilità sono limitate al conosciuto, al conveniente, al fattibile, a ciò che ci si può permettere.⁣
Ma se non fosse così?⁣
Se avessi la sconosciuta spontaneità naturale di un abete, e mi sforzassi a volere produrre mele perchè così mi hanno insegnato, non passerei forse la mia vita in preda a delusioni, a sentirmi inadatta, compiendo continuamente sforzi pressoché vani?⁣

Qualcosa di speciale mi pervade, qualcosa di estremamente responsabile.⁣
E’ mia, e solo mia, la responsabilità di fiorire.. E forse, in quel caso, non ci sarebbe nulla da scegliere se non l’ascoltare ciò che la linfa vitale, pulsante dietro la corteccia, bisbiglia incessantemente.⁣
Ed è una responsabilità di fioritura che si amplifica fruttificando ciò che è la mia natura, dando al mondo ciò che sono, ciò che la mia essenza ha bisogno di donare, ciò di cui l’altro può nutrirsi e che rende me stessa viva e presente… radicata a terra, e con i rami verso il cielo.⁣

Komorebi - Paolo

Paolo

Rimango sempre estasiato di fronte alla bellezza incontaminata di un fiore che si posa su di un ramo, nella sua delicata magnificenza.⁣
Una visione che rianima, con la foga di un soccorritore, la speranza.⁣
Perché un tale spettacolo limitarlo a poche settimane all’anno? Mi chiedo…⁣
Perché dover vagare spaesati attraverso il silenzio, l’immobilismo, la staticità quasi irritante dell’inverno? Perché così e non in un altro modo?⁣

Perché è così… È una legge naturale.⁣
Una legge naturale che però potrebbe essere traslata e sovrapposta fino a collimare alla mia condizione… alla nostra condizione.⁣
La vera domanda è: perché giudico negativamente l’inverno? Perché considero non produttivi quei mesi di stasi duranti i quali, ad ascoltare bene, l’introspezione è il suono selvaggio che si percepisce maggiormente?⁣
La bellezza della primavera è prepotente, il fascino dell’inverno è timido, ma il frastuono del suo silenzio si espande fino a sbocciare in un fiore.⁣

Komorebi

In giapponese: la luce del sole che filtra attraverso i rami degli alberi.

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